CPIA 3 Torino

I Centri Regionali di Ricerca, Sperimentazione &Sviluppo sono stati istituiti ai sensi dell’art. 28, c. 2, l. b del D.M. 663/2016, e attivati dal Miur in ciascuna regione. Ogni CRRS&S fa capo a un CPIA, in rete con gli altri CPIA della rispettiva regione.

Ciascun CPIA-CRRS&S è coordinato da un comitato tecnico-scientifico che vede anche la partecipazione di almeno una Università o un Dipartimento Universitario o un centro di ricerca, o un Polo tecnico-professionale.

In Piemonte il CRRS&S ha sede presso il CPIA3 Torino.



LINEE GUIDA DEL CRRS&S PIEMONTE 2018-2019


Relazione dicembre 2019


Le azioni realizzate nell’a.s. 2018/2019 sono state ispirate dalle seguenti linee guida:

  • Essere coerenti e funzionali al Piano Nazionale di Ricerca 2018-2021, per quanto riguarda in particolare le aree di ricerca riguardanti:
  • Essere coerenti con le strategie e azioni comunitarie, in particolare con le raccomandazioni del Consiglio Europeo UE del 19 dicembre 2016 sui percorsi di miglioramento del livello delle competenze: nuove opportunità per gli adulti (2016/C 484/01)
  • Rafforzare e valorizzare il CPIA come struttura di servizio (Art. 4 L.92/2012)
  • Promuovere partenariati con attori pubblici e privati, coinvolgerli e garantirne il coordinamento
  • Definire gruppi prioritari di destinatari per l’erogazione di percorsi di miglioramento del livello di competenze, identificati in particolare nelle popolazioni a bassa scolarità a rischio di esclusione sociale e lavorativa, particolarmente accentuate in una area, come quella piemontese, caratterizzata da forti trasformazioni del tessuto produttivo
  • Offrire a questi destinatari percorsi in grado di far loro acquisire un più ampio corredo di competenze, a partire dalla lingua italiana, per coprire in particolare aree legate alle nuove forme di alfabetizzazione e cittadinanza in contesti di lavoro e di vita caratterizzati in particolare dalla digitalizzazione
  • Sostenere lo sviluppo professionale degli insegnanti dei CPIA, coinvolgendoli attivamente nelle attività ricerca e sperimentazione, facendole diventare occasioni di formazione
  • La costruzione ed il funzionamento delle reti territoriali per l’apprendimento permanente
  • La costruzione di percorsi integrati di apprendimento

FOCUS DELLE ATTIVITÀ DEL CRRS&S PIEMONTE


Queste linee strategiche di fondo hanno inteso soprattutto concentrare le attività di Ricerca, Sperimentazione, Innovazione e Sviluppo nella direzione di studiare e creare alcune condizioni e dotazioni di base necessarie per la realizzazione di un Sistema di Formazione Permanente degli Adulti centrato sul ruolo dei CPIA come: “Soggetto pubblico di riferimento per la costituzione delle reti territoriali di cui all'Art. 4 L.92/2012. Rappresentano quindi il punto di riferimento istituzionale stabile, strutturato e diffuso - per quanto di competenza – anche per il coordinamento e la realizzazione di azioni di accoglienza, orientamento e accompagnamento rivolte alla popolazione adulta, con particolare riferimento ai gruppi svantaggiati, finalizzate, tra l’altro, a fornire un sostegno alla costruzione di propri percorsi di apprendimento a sostenere il riconoscimento dei crediti formativi e la certificazione degli apprendimenti comunque acquisiti e a favorire la fruizione di servizi di orientamento lungo tutto il corso della vita»

In tal senso sono state quindi identificate le linee operative che sono state seguite e che hanno dato luogo alle concrete azioni realizzate e attraverso queste ai prodotti creati.


1) SPERIMENTAZIONE DI RETI TERRITORIALI DI APPRENDIMENTO

Iniziare a sperimentare concretamente la costituzione di reti territoriali, attraverso la costituzione di Tavoli Territoriali (vedere dopo) e cercando in particolare di iniziare a capire come rispondere ad alcuni punti critici tipici di ogni processo di costituzione di reti e peraltro, nel caso specifico dei CPIA, già richiamati nella indagine sulla consistenza e l’efficienza delle reti territoriali attivate dai CPIA (INAPP 2015):

  • Quali modelli di rete sono implementabili
  • Quali sono le loro diverse caratteristiche di funzionamento e di governance
  • Che processi ne regolano il funzionamento
  • Come assicurano coinvolgimento, raccordo e coordinamento fra gli attori, inter-operatività
  • Come creano fiducia
  • Che modello di management li può caratterizzare
  • Che indicatori di efficacia si danno
  • Quali sono i fattori critici di successo
  • Quali sono di condizioni di consolidamento e di mantenimento/continuità nel tempo
  • Come si caratterizzano ed evolvono le reti effettivamente realizzate nei territori
  • Che performances i diversi modelli assicurano
  • BACKGROUND


INDAGINE SULLA CONSISTENZA E L’EFFICIENZA DELLE RETI TERRITORIALI ATTIVATE DAI CPIA (INAPP 2015)


Presenza di «meccanismi di difesa dei propri spazi in nome della salvaguardia della propria specificità e del proprio compito»

«A quali condizioni e con quali argomentazioni o dispositivi incentivanti è quindi possibile incrementare la proattività, la responsabilizzazione e l’engagement di stakeholder finora relativamente coinvolti?»

«Come ridurre l’autoreferenzialità e promuovere condivisione e cooperazione in un contesto caratterizzato da maggiore mutual trust?»

«Occorre sapere “chi e chi e cosa fa” nel proprio territorio, conoscere registri comunicativi corretti, (alternandoli in funzione dell’interlocutore), essere in grado di definire priorità di intervento, restare aggiornati sulle politiche di sviluppo locale, conoscere i fabbisogni del sistema produttivo»

«Occorre investire sulla costruzione di reti i cui membri condividano strategie di medio-lungo periodo, congiuntamente disegnate per il raggiungimento di finalità, obiettivi generali e obiettivi specifici caratterizzati da misurabilità e reale capacità – se raggiunti – di produrre i cambiamenti attesi».


Si stanno in particolare seguendo e sperimentando due logiche di costituzione di reti:

  • Reti costituite sulla base della condivisione di un progetto specifico, di un intervento o di una iniziativa specifica (normalmente, proposto dal CPIA): si tratta, quindi, di reti che presentano come vantaggio distintivo quello di rendere visibili e misurabili i risultati congiuntamente conseguiti nel breve e nel medio periodo.
  • Reti costituite cercando di dare ad esse un carattere di permanenza e continuità, attraverso la sottoscrizione di accordi e protocolli più stabili. Se, da un lato, questa soluzione è certamente da preferire e costituisce la base per una programmazione più articolata e ampia degli interventi da realizzare insieme, dall’altro implica uno sforzo e un investimento continuo nel mantenere attive ed efficienti tali reti
  • Metodologie e strumenti per accompagnare l’utenza nella individuazione di proposte formative adeguate ai loro bisogni
  • Metodologie e strumenti per il riconoscimento di vocazioni, attitudini e interessi e competenze
  • Metodologie e strumenti per il riconoscimento delle competenze
  • Interventi a supporto dello sviluppo delle motivazioni allo studio
  • Supporto nei processi di ricerca attiva del lavoro
  • propedeutici allo sviluppo di percorsi formativi più complessi, e finalizzati quindi in particolare al recupero della lingua italiana, con particolare attenzione agli ambiti comunicativo e strumentale e all’utilizzo di devices digitali e tecnologie della comunicazione e informazione
  • Finalizzati a set di competenze spendibili per una cittadinanza più inclusiva nei nuovi contesti di lavoro e di vita, attraverso percorsi contestualizzati ai bisogni funzionali dell’agire quotidiano, in particolare dedicati alla matematica, vista nei suoi risvolti più ampi di adeguatezza a vivere in contesti ad alta presenza ed intensità di rappresentazioni numeriche, grafiche, statistiche, ecc. a loro volta legate alla digitalizzazione
  • Volti alla valorizzazione del ruolo delle TIC, attraverso la sperimentazione di approcci didattici che vedono la rete come ambiente di apprendimento, sia al fine di sviluppare l’alfabetizzazione informatica e digitale, che come incremento della capacità di creare e condividere contenuti digitali
  • Tutte le attività illustrate hanno visto il coinvolgimento degli insegnati, attraverso la costituzione di Gruppi di lavoro impegnati in percorsi ispirati a logiche di ricerca-azione con la partecipazione di esperti esterni
  • Hanno in tal senso costituito delle occasioni di formazione continua per i docenti
  • Accanto al nuovo quadro di competenze di base e di “nuove alfabetizzazioni” indotte dalla digitalizzazione, la capacità di far parte integrane dei nuovi contesti lavorativi ma più in generale sociali, richiede inoltre un adeguato possesso di competenze che vengono ormai comunemente definite “soft”. Una loro rappresentazione è contenuta nello schema seguente.

Azioni e prodotti realizzati


1. «TAVOLI TERRITORIALI» COSTITUITI


Cuneo-Alba-Mondovì


Le azioni e gli incontri realizzati vanno verso la formazione di un tavolo territoriale permanente sull’educazione degli adulti pensato e organizzato sulla base dell’analisi e bisogni del territorio.

Le azioni in tal senso procedono spedite in funzione della necessità di far incontrare la domanda di lavoro e l’offerta formativa. Emerge con chiarezza la necessità di operare in sinergia con il Laboratorio Territoriale per l’Occupabilità, operativo sul territorio di riferimento.


Per approfondimenti:

https://www.cpia3torino.edu.it/index.php?idpag=&articoloid=20


Chivasso


Il CPIA 4 Torino, con sede a Chivasso, ha attivato la costruzione di un Laboratorio Territoriale di Progettazione in tema di istruzione e formazione degli adulti. Obiettivo principale è la realizzazione di uno stretto rapporto sinergico con il territorio. A tal fine, si è dapprima proceduto allo studio dell’offerta formativa e dunque dei soggetti formatori presenti all’interno della Città Metropolitana con riferimento ai comuni del quadrante settentrionale.

Tra le dichiarate finalità del tavolo è emersa una unanime volontà da parte degli attori coinvolti di lavorare verso una maggiore integrazione dei percorsi esistenti attraverso l’ampliamento di un’offerta formativa qualificante di tipo gratuito rivolta a soggetti alla ricerca di occupazione.

Il tavolo ha realizzato un servizio di orientamento per la popolazione adulta dei territori di Chivasso, Settimo Torinese e Ivrea attraverso la cooperazione tra il CPIA 4 e i Centri per l’Impiego.


Per approfondimenti:

https://www.cpia3torino.edu.it/index.php?idpag=&ar...


Moncalieri


Nella città di Moncalieri ha sede il CPIA 3 Torino “Tullio De Mauro”, sede del CRRS&S della regione Piemonte che coinvolge i 12 CPIA regionali.

È in questo territorio che sta prendendo corpo un processo attivo e dinamico finalizzato alla realizzazione di un sistema integrato di educazione degli adulti.

Tale processo è maturato in seno al Tavolo Laboratorio Territoriale che ha come obbiettivi:

  • Rilevare la quantità e la tipologia delle offerte educative e formative esistenti;
  • Promuovere sul territorio domanda e offerta di formazione con azioni di orientamento;
  • Progettazione di innovativi percorsi integrati;
  • Monitoraggio sperimentazione in atto
  • Monitoraggio NEET

Per approfondimenti:

https://www.cpia3torino.edu.it/index.php?idpag=&ar...



2. ORIENTAMENTO FORMATIVO E PROFESSIONALE

Creare dotazioni di metodologie, strumenti e di competenze dei docenti per quanto riguarda in particolare misure di sostegno all’Orientamento Formativo e Professionale, al fine di calarlo nella pratica didattica dei CPIA, costituendo così sia una delle basi per la creazione di percorsi integrati e di reti con altri soggetti (in particolare del mondo delle agenzie per il lavoro), che rafforzando in questo il ruolo dei CPIA come struttura di servizio:

  • Metodologie e strumenti per accompagnare l’utenza nella individuazione di proposte formative adeguate ai loro bisogni
  • Metodologie e strumenti per il riconoscimento di vocazioni, attitudini e interessi e competenze
  • Metodologie e strumenti per il riconoscimento delle competenze
  • Interventi a supporto dello sviluppo delle motivazioni allo studio
  • Supporto nei processi di ricerca attiva del lavoro


Strumenti e misure di sostegno all’orientamento formativo e professionale

Raccolta di strumenti per l’orientamento di gruppo ad uso degli insegnanti dei CPIA

Il prodotto è composto da schede che possono essere compilate dagli studenti in formato digitale o cartaceo.

Il materiale è suddiviso negli ambiti che contraddistinguono le diverse tappe del percorso di orientamento:

  • conoscenza e riconoscimento dei bisogni
  • motivazione
  • riconoscimento delle vocazioni e delle competenze
  • riconoscimento delle attitudini e degli interessi

3. PERCORSI PER UTENZE A BASSA SCOLARITÀ


Realizzazione e sperimentare di alcuni percorsi formativi destinati ad utenze a bassa scolarità, con particolare riferimento quindi alle popolazioni cosiddette unskilled, su cui si sta concentrando sia la politica comunitaria, che alcune scelte nazionali (ad esempio il Piano Garanzia Competenze del MIUR):

  • propedeutici allo sviluppo di percorsi formativi più complessi, e finalizzati quindi in particolare al recupero della lingua italiana, con particolare attenzione agli ambiti comunicativo e strumentale e all’utilizzo di devices digitali e tecnologie della comunicazione e informazione


Strumenti metodologici e didattici nei percorsi di Italiano L2 per allievi di debole scolarità

Dal testo al territorio, dal territorio al testo


Gli insegnanti coinvolti nella ricerca-azione hanno elaborato 7 percorsi didattici dedicati ad allievi di debole scolarità:

  • Alla ricerca di un lavoro (CPIA Alessandria)
  • Mangiando s’impara (CPIA Biella-Vercelli)
  • Voci e colori dei sogni (CPIA3 Chieri)
  • I rifiuti si possono usare per fare qualcosa di nuovo? (CPIA1 Novara)
  • Fai la raccolta differenziata (CPIA1 Torino)
  • Impariamo a fare la carta (CPIA2 Torino)
  • Mi racconto (CPIA 2 Torino)


4. PERCORSI FINALIZZATI ALLE «NUOVE COMPETENZE»


Realizzazione di percorsi formativi:

  • Finalizzati a set di competenze spendibili per una cittadinanza più inclusiva nei nuovi contesti di lavoro e di vita, attraverso percorsi contestualizzati ai bisogni funzionali dell’agire quotidiano, in particolare dedicati alla matematica, vista nei suoi risvolti più ampi di adeguatezza a vivere in contesti ad alta presenza ed intensità di rappresentazioni numeriche, grafiche, statistiche, ecc. a loro volta legate alla digitalizzazione
  • Volti alla valorizzazione del ruolo delle TIC, attraverso la sperimentazione di approcci didattici che vedono la rete come ambiente di apprendimento, sia al fine di sviluppare l’alfabetizzazione informatica e digitale, che come incremento della capacità di creare e condividere contenuti digitali

Strumenti teorici e pratiche didattiche di matematica per una cittadinanza consapevole


Strumenti e metodologie innovative nei percorsi di I Livello attraverso l’uso delle TIC

  • L’attività è pensata per essere svolta individualmente o in piccoli gruppi.
  • Sicuramente può essere inserita all’interno della programmazione di scienze ma può anche rappresentare uno spunto di sensibilizzazione alla questione ambientale, e in questo senso, inserita in altre discipline.
  • Il gioco può essere utilizzato sia in fase di motivazione iniziale, per stimolare la presa di coscienza degli studenti riguardo alla loro conoscenza delle tematiche, sia in fase di verifica, successiva alla trattazione degli argomenti insieme all’insegnante. Può inoltre essere utile come momento ludico da inserire all’interno della lezione.


https://suite.sogiscuola.com/siti/_uploads/TOMM325...


COINVOLGIMENTO E FORMAZIONE DEI DOCENTI

  • Tutte le attività illustrate hanno visto il coinvolgimento degli insegnati, attraverso la costituzione di Gruppi di lavoro impegnati in percorsi ispirati a logiche di ricerca-azione con la partecipazione di esperti esterni
  • Hanno in tal senso costituito delle occasioni di formazione continua per i docenti


Le ATTIVITÀ sono state realizzate da docenti di provenienza dai vari CPIA del Piemonte coordinati da esperti esterni o interni. Quando possibile gli strumenti prodotti sono stati sperimentati in classe, secondo i principi della ricerca-azione. In altri casi i prodotti devono ancora essere sperimentati in azione.



Prodotti per la bassa scolarità:

  • scheda gruppo di ricerca azione
  • il cibo e la salute
  • voci e colori dei sogni
  • alla ricerca di un lavoro
  • impariamo a fare la carta


"EdA ristretta" documento di sintesi:


CRR&S - Documento di Sintesi EDA



Prodotti Gruppo matematica:

  • per una matematica al servizio del cittadino

Numeracy:

  • curriculum di base per adulti
  • identikit del consumatore
  • orientarsi all’ufficio postale



Orientamento:

  • scheda prodotto gruppo ricerca-azione
  • strumenti e misure di sostegno all’orientamento formativo e professionale
  • raccolta di strumenti per l’orientamento di gruppo ad uso degli insegnanti dei CPIA
  • ricerca lavoro



TIC:

  • strumenti e metodologie innovative nei percorsi di primo livello attraverso l’uso delle tic
  • avviamento al debate
  • unescape
  • modello di competenze lagate ai nuovi bisogni di alfabetizzazione e di cittadinanza


BACKGROUND


Andreas Schleicher, capo del direttorato OCSE sugli Indicatori dell’educazione, notava già nel 2010:

«Dopo il declino della richiesta di lavoro manuale nei primi decenni del secolo scorso, di recente il calo più radicale ha riguardato i compiti cognitivi di routine, che sono stati i primi a essere informatizzati […]. Di converso, le recenti tendenze mostrano un drammatico aumento della richiesta di funzioni che implicano una comunicazione complessa e comportano l’interazione personale per acquisire informazioni, spiegarle o persuadere altri delle loro conseguenze pratiche. Analogamente è aumentata la domanda di competenze analitiche non routinarie, che comportano la capacità di risolvere problemi. […] La ricerca sta dimostrando che in futuro il successo educativo non consisterà nel memorizzare e riprodurre le conoscenze, ma nell’estrapolare ciò che si sa e nell’applicare tali conoscenze in situazioni nuove».

L’insieme delle trasformazioni in atto sollecita tre ambiti di competenze ed un quarto che si colloca alla loro intersezione:


- L'ALFABETIZZAZIONE «AI DATI»


L’alfabetizzazione dei dati include una serie di competenze, tra cui:

  • Conoscere i maggiori strumenti e metodi di analisi di dati nonché saperli utilizzare;
  • Interpretare correttamente grafici e tabelle
  • Discriminare i dati in base all’utilizzo specifico
  • Saper ricercare e acquisire informazioni
  • Saper dare un significato a dati e informazioni
  • Saper fare valutazioni e prendere decisioni sulla base della analisi e interpretazione dei dati
  • Attivare il pensiero critico in base alle informazioni provenienti dalle attività di analisi dei dati
  • Riconoscere quando i dati vengono manomessi, travisati e utilizzati in maniera fuorviante
  • Comunicare informazioni in merito ai dati a persone che non hanno competenze in materia (data storytelling).

- LE COMPETENZE TRASVERSALI

  • Accanto al nuovo quadro di competenze di base e di “nuove alfabetizzazioni” indotte dalla digitalizzazione, la capacità di far parte integrane dei nuovi contesti lavorativi ma più in generale sociali, richiede inoltre un adeguato possesso di competenze che vengono ormai comunemente definite “soft”. Una loro rappresentazione è contenuta nello schema seguente.


- I FOCUS DI RICERCA DEL CRRS&S PIEMONTE EMERGENTI

FOCUS DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE, SVILUPPO

  • Come realizzare una progettazione integrata e non additiva sulla base di offerte differenziate e specializzate e guidata dalle competenze (linguaggi e metodologie di progettazione, interfacce fra oggetti di apprendimento, gestione delle «valenze» nella combinazione di oggetti eterogenei, ecc.)
  • Come e con chi declinare percorsi finalizzati ai diversi ambiti di competenze da sviluppare e di bisogni da soddisfare, con particolare riferimento allo sviluppo del territorio, le politiche attive del lavoro e le politiche di inclusione sociale e welfare:
  • Quali sono le competenze specifiche da sviluppare rispetto alle caratteristiche economico-produttive del territorio
  • Quali sono le competenze digitali e a quale livello declinarle su popolazioni adulte
  • Come declinare i «nuovi analfabetismi»
  • Come si manifestano i «tradizionali analfabetismi»
  • Come collocare l’apprendimento delle «soft skills»
  • Come declinare il concetto di «cittadinanza attiva» in termini di competenze
  • Quali sono le competenze che abilitano l’inclusione sociale ed il benessere

Come tenere conto del carattere «situato» dell’apprendimento di popolazioni occupate o comunque transitate da esperienze lavorative e delle loro competenze (anche in funzione di leva motivazionale)


Come declinare il concetto di «trasferibilità» delle competenze estrapolare ciò che si sa e applicare tali conoscenze in situazioni nuove»)


Come sviluppare «la capacità di agire in modo pertinente, coerente, logico ed attinente al contesto di vita reale in cui ci si trova ad operare» «sapendo definire linee di raccordo tra la vita quotidiana, saperi scolastici e formazione per l’intero arco della vita» valorizzando i saperi non formali e informali. Es: le competenze linguistiche situate, ovvero legate ad ambiti specifici di applicazione, la formazione centrata su compiti e produzione di output, ecc.


Che integrazione con l’on-the-job learning e la formazione sui luoghi di lavoro, all’interno di percorsi integrati con la formazione aziendale.


Come si manifestano i processi di esclusione/inclusione lavorativa: che caratteristiche esprime la domanda di lavoro nei processi di selezione di chi cerca occupazione e di mobilità interna per chi già è occupato e che impatti hanno sui fenomeni di esclusione sociale;

come favorire inclusione e sviluppo professionale.


Come creare e negoziare «convenzioni di qualità» sugli esiti dei percorsi di apprendimento, tali da renderli riconoscibili e condivisi; che ruolo possono giocare le «evidenze» (in quanto artefatti che sono parte integrante dei percorsi di apprendimento) come elemento osservabile e riconosciuto di espressione degli esiti raggiunti e quindi di riduzione delle asimmetrie informative e delle diseguaglianze sul mercato del lavoro (come peraltro indicato negli ultimi documenti OCDE).


Che metodologie per il riconoscimento e validazione delle competenze pregresse («recognition of prior learning” (RPL) ed in particolare delle competenze maturate in contesti non formali e informali; quali ruoli ne sono coinvolti, che competenze devono avere, che integrazione con le politiche del lavoro, l’orientamento e all’interno dei contesti di apprendimento ed «in situazione»; che relazione con le certificazioni formali; che ruolo possono avere logiche e strumenti basati sul «micro-credenzialismo» e sugli «digital open badge» per tracciare gli esiti dei percorsi; come evitare i rischi di enfatizzazione dei fenomeni di esclusione spesso insiti nei processi di riconoscimento e validazione delle competenze.

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Seminari e attività organizzati dal CRRS&S Piemonte

Seminari sulla digitalizzazione organizzati presso l’Aula Magna del Liceo Classico D’Azeglio, via Parini, 5, Torino: (2018/2019)

  • iscrizioni on line, conferma iscrizioni
  • flussi iscrizioni, frequenze, esiti
  • registro elettronico: compilazione, valutazioni
  • personale (passaggio, invio pss)
  • patto formativo
  • uda per competenze
  • scrutini
  • certificati: iscrizioni e frequenze diplomi
  • studio delle implicazioni con il sidi
  • corsi ampliamento offerta formativa

Convegni:

  • CPIAce Formarci”, venerdì 30 novembre 2018 - Liceo “M. d’Azeglio”, via Parini 8 Torino. Relatori:
  • Tecla Riverso, USR Piemonte
  • Lucia Portis, Università di Anghiari
  • Carlo Sini – filosofo
  • Maria Arcà – ricercatrice CNR
  • M. Cristina Migliore – ricercatrice, IRES Piemonte
  • Gianna Cannì
  • Cinzia Bocchi
  • Cristina Sabena
  • Michela Borio
  • Rocco de Paolis


Per approfondimenti:

http://old.cpia3torino.edu.it/3008-2/

http://old.cpia3torino.edu.it/wp-content/uploads/2018/11/SEMINARIO-30-novembre-programma-modificato.pdf

http://old.cpia3torino.edu.it/seminario-di-studio-cpiace-formarci/

http://old.cpia3torino.edu.it/prossimo-incontro-cpiace-formarci/

http://old.cpia3torino.edu.it/materiale-prof-rocca-1-febbraio-2019/

http://old.cpia3torino.edu.it/materiale-prof-rocca-1-febbraio-2019/

http://old.cpia3torino.edu.it/wp-content/uploads/2...


“Diritto allo studio degli adulti e tutela alla salute mentale in Piemonte. Il ruolo delle istituzioni e della società civile nella lotta all'esclusione sociale” 1O maggio, Liceo Massimo D’Azeglio - Aula Magna (Via Giuseppe Parini 8, TO). Relatori:

  • Dunia Astrologo, direttrice Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci
  • Elena Guidoni, dirigente scolastico CPIA 3 Torino, CRRS&S
  • Francesco Pongiluppi, CRRS&S, coordinatore progetto “Studenti e operai uniti nelle lotte per i diritti”, Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci
  • Paolo Bianchini, storico dell’educazione, Università degli Studi di Torino
  • Filippo Maria Paladini, storico delle istituzioni sociali, Università degli Studi di Torino
  • Fabrizio Floris, autore di “Periferie esistenziali”
  • Monica Cerutti, assessora ai Diritti civili e Immigrazione della Regione Piemonte
  • Gianna Pentenero, assessora all'Istruzione, al Lavoro e alla Formazione professionale della Regione Piemonte
  • Suor Giuliana Galli, fondatrice Associazione Mamre
  • Roberto Beneduce, antropologo ed etnopsichiatra, Università degli Studi di Torino, fondatore Associazione Centro Frantz Fanon
  • Sergio Durando, presidente Associazione Camminare Insieme
  • Anna Scarso, coordinatrice equipe educativa reparto Neuropsichiatria Ospedale Infantile Regina Margherita
  • Rocco De Paolis, CRRS&S
  • Roberto Urbano, CRRS&S

Riferimenti:

https://www.lastampa.it/torinosette/2019/05/08/new...

https://www.storialavoro.it/convegni/dettaglio/new...

http://www.gramscitorino.it/iniziative-gramsci/414...



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Aggiornato il 27/11/2019 16:23

Pubblicato da BEVILACQUA MARIAGRAZIA